Aubameyang e la calvizie: ha fatto un trapianto di capelli?
Se segui il calcio, avrai sicuramente notato che la capigliatura di Pierre-Emerick Aubameyang è cambiata molto nel corso degli anni. Tempie sfoltite e attaccatura in arretramento a metà degli anni 2010, poi una linea netta e folta a partire dal 2022: la trasformazione è abbastanza marcata perché tutti si facciano la stessa domanda. Ha fatto un trapianto di capelli?
Sarò onesto con te fin dall’inizio, perché è il nostro marchio di fabbrica qui a Hair Mentor: nessuno può affermarlo, perché Aubameyang non si è mai espresso pubblicamente sull’argomento. Detto questo, siamo lucidi: una volta che la calvizie si è installata e l’attaccatura è arretrata, non si recupera naturalmente una linea così bassa, dritta e densa. Un risultato del genere è, in pratica, possibile solo grazie a un trapianto di capelli.
In questo articolo ti propongo quindi di decifrare ciò che si vede davvero, senza inventare nulla, e soprattutto di approfittare del suo caso, molto eloquente, per capire ciò che forse riguarda anche te: la calvizie dell’attaccatura e le opzioni che esistono realmente.
Una trasformazione dei capelli che incuriosisce da anni
Partiamo dall’unico dato solido: a oggi, Aubameyang non ha mai confermato né smentito chiaramente di aver fatto ricorso a un trapianto di capelli. È una differenza rispetto ad altri calciatori come Wayne Rooney o Rob Holding, che invece hanno parlato apertamente del loro intervento. Lui ha preferito lasciar parlare le immagini, ed è ovviamente un suo diritto. Guarda anche gli attori calvi di Hollywood.
E di immagini ce ne sono state molte. La sua trasformazione è diventata un vero e proprio argomento nel mondo del calcio, rilanciato a ogni apparizione e ancora di più dopo il suo ritorno molto mediatizzato all’Olympique de Marseille. Forum, social, profili specializzati: tutti hanno detto la loro.
E bisogna riconoscerlo: ciò che colpisce prima di tutto è la qualità del risultato. Un’attaccatura ridisegnata, naturale, perfettamente integrata nel suo viso: difficile fare meglio. È proprio questa resa molto riuscita ad aver alimentato tante discussioni e ispirato molti uomini che affrontano lo stesso problema.
Capelli di Aubameyang: com’era la sua attaccatura prima e dopo
Ciò che si può osservare, invece, è l’evoluzione della sua attaccatura nell’arco di una decina d’anni.
Nelle immagini di metà anni 2010 si distingue abbastanza nettamente un arretramento delle golfe temporali, cioè dei due angoli della fronte, all’altezza delle tempie. Questo arretramento disegna progressivamente una linea a «M», un grande classico della perdita di capelli maschile. In quel periodo il giocatore moltiplicava peraltro tagli e acconciature (capelli lunghi, treccine, decolorati), il che può anche contribuire a mascherare o a mettere in risalto questo tipo di evoluzione.
Poi, intorno al 2022, la sua attaccatura appare improvvisamente più bassa, più dritta e più densa. È questo cambiamento netto, difficile da ottenere naturalmente a quell’età quando la caduta era già installata, ad aver scosso il mondo del calcio e lanciato tutte le ipotesi di trapianto.
Piccolo punto di vocabolario, come mi piace fare perché parliamo tutti la stessa lingua: quello che si osserva in lui corrisponde ai segni di un’alopecia androgenetica, vale a dire la calvizie comune, la cui età di stabilizzazione della calvizie varia da uomo a uomo, di origine ormonale e genetica. È di gran lunga la prima causa di perdita di capelli nell’uomo. Niente di eccezionale, quindi: ciò che rende il suo caso interessante è semplicemente che si svolge sotto i riflettori.
Il caso Aubameyang, un buon esempio di calvizie dell’attaccatura
Mettiamo ora da parte la celebrità, perché è qui che diventa utile per te. Quel famoso arretramento a «M» che si crede di vedere nelle sue foto è esattamente ciò che vivono moltissimi uomini, spesso molto prima di quanto pensino.
Il meccanismo è il seguente: nelle persone geneticamente sensibili, un ormone chiamato DHT (diidrotestosterone) va man mano a «soffocare» i follicoli, quelle piccole strutture della pelle da cui escono i capelli. I follicoli interessati si trovano soprattutto sulla fronte, sulle tempie e sulla sommità del capo. Risultato: il capello diventa sempre più sottile a ogni ciclo, fino a diventare invisibile. Questo fenomeno si chiama miniaturizzazione. Da leggere anche: la calvizie di Lewis Hamilton.
Per situare a che punto è un uomo, gli specialisti usano la scala di Norwood, che va dallo stadio 1 (attaccatura intatta) allo stadio 7 (calvizie molto estesa). Un arretramento delle golfe come quello che si attribuisce ad Aubameyang corrisponderebbe tipicamente a uno stadio 2 o 3, cioè un inizio di calvizie visibile. Ed è un’ottima notizia per chi si riconosce in questa descrizione: è proprio in questa fase precoce che si hanno più opzioni, come vedremo.
Un dettaglio rassicurante che ricordo spesso: anche quando la fronte si sfoltisce, i capelli della nuca restano in genere solidi. Sono naturalmente resistenti al DHT. È questa zona, detta «zona donatrice», a fare da serbatoio durante un trapianto.
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Scarica la guida (PDF)Perché un trapianto su capelli afro richiede una competenza specifica
Ecco un angolo che quasi nessuno affronta, e che merita invece tutta la nostra attenzione. Aubameyang ha capelli di tipo afro, e il trapianto su capelli afro o ricci è un argomento tecnico a sé stante.
Perché? Perché su questo tipo di capello il follicolo non è dritto sotto la pelle: è curvo, a volte a forma di virgola o di spirale. Sotto la superficie non si vede quindi esattamente la direzione che prende la radice. Per il medico questo rende l’estrazione degli innesti più delicata: il rischio di sezionare accidentalmente il follicolo (si parla di «tasso di transezione») è più alto che su un capello liscio. Serve una vera esperienza specifica, gesti adattati e a volte strumenti particolari.
La buona notizia: i capelli afro offrono anche grandi vantaggi estetici nel trapianto. La loro densità apparente è spesso eccellente, perché il riccio copre visivamente più superficie. Ben eseguito, un trapianto su capelli crespi può dare una resa molto naturale e folta.
Quale metodo avrebbe potuto essere impiegato in un caso come il suo? Anche qui prudenza, nulla è confermato: ma se si ragiona a partire dal risultato visibile, l’ipotesi più probabile sarebbe una FUE (Follicular Unit Extraction), cioè il prelievo degli innesti uno a uno nella zona donatrice, senza striscia né cicatrice lineare. È oggi la tecnica di riferimento per ricostruire un’attaccatura, e si presta bene ai capelli afro in mani esperte. Alcuni medici privilegiano perfino la variante DHI (impianto diretto con penna implanter) per questo tipo di capello, perché offre un controllo fine dell’angolo e della direzione di ogni innesto, un punto determinante per dare una resa naturale a un riccio. Ma insisto: sono solo ipotesi tecniche, dedotte dalla resa, non un’informazione verificata.
Il messaggio da trattenere va peraltro oltre il solo caso dei capelli afro: qualunque sia il tuo tipo di capello, non è il metodo o lo strumento a fare il risultato, è l’esperienza dell’équipe che esegue l’intervento. Un’équipe abituata al tuo tipo di capello vale più di una tecnica dal nome altisonante. Un altro nostro articolo: la calvizie di Fabián Ruiz.
L’essenziale da ricordare sulla calvizie di Aubameyang
Aubameyang ha fatto un trapianto di capelli? Molto probabilmente agli occhi degli osservatori, vista la sua trasformazione, ma non è confermato, e preferiamo dirtelo onestamente piuttosto che inventare dettagli. Ciò che è certo è che il suo caso illustra perfettamente una calvizie dell’attaccatura, quell’arretramento a «M» che conoscono tanti uomini. E che oggi esistono soluzioni concrete, dai trattamenti medici al trapianto, da scegliere in funzione della tua situazione e non di quella di una celebrità.
Informarsi bene è già riprendere il controllo. Capire l’origine e lo stadio della tua caduta è ciò che ti permetterà di decidere con serenità.
FAQ: le tue domande su Aubameyang e la calvizie
Aubameyang ha confermato il suo trapianto di capelli?
No. A oggi Pierre-Emerick Aubameyang non si è mai espresso pubblicamente per confermare o smentire un trapianto di capelli. A differenza di altri calciatori che hanno rivendicato apertamente il loro intervento, lui ha scelto il silenzio. Tutto ciò che circola si basa sull’osservazione di foto e resta quindi nell’ordine della supposizione.
Quando è cambiata l’attaccatura di Aubameyang?
Gli osservatori collocano la trasformazione più marcata intorno al 2022, quando la sua attaccatura è apparsa nettamente più bassa, più dritta e più densa di prima. L’arretramento delle tempie, invece, era visibile già dalla metà degli anni 2010, se non addirittura dalla fine dell’adolescenza secondo alcune analisi.
E tu, a che punto sei?
La trasformazione di una celebrità ti ha forse spinto a interrogarti sulla tua attaccatura, ed è un percorso del tutto legittimo. Piuttosto che confrontarti con una foto, la cosa più utile è capire la tua situazione. Da Hair Mentor possiamo aiutarti a fare il punto: capire la causa e lo stadio della tua caduta, e le opzioni davvero adatte al tuo caso.
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